Rendere possibile la misura del punto di rugiada nelle aree pericolose: intervista con Vaisala
Il nuovo strumento a sicurezza intrinseca DMP370 per la misura del punto di rugiada è progettato per aiutare a mantenere l'umidità lontana dagli ambienti in cui potrebbe causare danni gravi e persino pericolosi in pochi istanti. Facile da installare, integrare e utilizzare, il DMP370 misura il punto di rugiada nei siti di produzione dell’idrogeno, nelle infrastrutture del gas naturale, negli impianti di biometano e persino negli impianti di cattura del carbonio.
Il team Vaisala ha recentemente intervistato il collega Antti Heikkilä, Product Line Manager per la decarbonizzazione industriale, per scoprire in che modo l'azienda guida l'innovazione nella misura dell'umidità in aree a rischio di esplosione.
Domanda: può illustrarci più nel dettaglio il DMP370 per la misura del punto di rugiada e spiegarci che cosa consente di fare?
Antti Heikkilä: "È un nuovo tipo di trasmettitore del punto di rugiada per gas infiammabili. Offre un nuovo livello di stabilità, affidabilità e velocità di risposta nella misura delle tracce di umidità, ad esempio nei processi che coinvolgono idrogeno, gas naturale, biometano e power-to-gas".
D: Perché Vaisala lo sta introducendo adesso, o meglio, solo adesso? Dopotutto, è da molto tempo che misuriamo il punto di rugiada.
A.H.: "In passato, la misura del punto di rugiada con sensori basati su materiali era soggetta a deriva oppure richiedeva spurgo/riscaldamento periodico e ciò è incompatibile con la sicurezza intrinseca. Ora stiamo compensando la deriva con un nuovo approccio a sicurezza intrinseca".
D: Ci spieghi meglio. Cosa c'è di diverso nel nuovo meccanismo di correzione della deriva e quali vantaggi offre nel breve e nel lungo periodo?
A.H.: "L'approccio tradizionale prevedeva il riscaldamento dell'elemento del sensore per rilasciare l'umidità assorbita e ottenere un segnale di riferimento. In particolare con l'idrogeno, che conduce molto bene il calore, ciò non è così facile. Inoltre, il ciclo di riscaldamento interrompe la misurazione e anche questo può essere un problema.
Il nuovo meccanismo ci consente di compensare le variazioni del sensore senza riscaldarlo e, quindi, senza interrompere la misura. L’utilizzatore beneficia così di una misura continua in tempo reale e della semplicità di un dispositivo a sicurezza intrinseca a due fili, alimentato in loop".
D: Un'altra caratteristica chiave del DMP370 sono i tempi di risposta fino a 20 volte più rapidi. A cosa si deve questo?
A.H.: "Si tratta di un vantaggio specifico della tecnologia dei sensori DRYCAP® rispetto ai sensori all'ossido di alluminio e il nuovo approccio adottato dal DMP370 mantiene questa caratteristica come altri trasmettitori del punto di rugiada Vaisala. Oltre ad essere più reattivo sia all'aumento che alla diminuzione del contenuto di umidità, il sensore polimerico resiste alla passivazione durante esposizione prolungata a gas molto secco".
D: Quindi, per così dire, non si "addormenta" mai?
A.H.: "Esatto. Anche in caso di prolungata esposizione a condizioni molto secche".
D: Vuole aggiungere altro?
A.H.: "Il nuovo DMP370 si basa sulla comprovata tecnologia Vaisala per la misura dell'umidità oltre che su processi di produzione e taratura all’avanguardia. Offre un’eccellente affidabilità fin dal primo utilizzo e garantisce sul campo lo stesso livello di accuratezza indicato nel certificato di taratura accreditato e tracciabile".
D: Grazie per questa intervista.
A.H.: "Grazie a voi."
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